Giappone, guida alla squadra per i Mondiali: calci piazzati e Honda le speranze del Sol Levante

I giapponesi dovranno vedersela con nazionali di livello superiore ma gli uomini del sol levante potrebbero stupire tutti e centrare un'insperata qualificazione agli ottavi

L'esordio dei nipponici nella fase finale dei Mondiali è previsto per il 19 giugno contro la Colombia.

Le altre due sfide sono contro il Senegal e la Polonia. La prima sfida è prevista il 24 giugno, mentre l'incrocio con Lewandoski e compagni è segnato quattro giorni dopo alle 16:00 ora italiana.

Quale sarà la formazione del Giappone?

I dati esclusivi del nostro partner Stratabet ci danno qualche indizio su quale sarà la formazione del Belgio nella sua prima uscita a Russia 2018 e anche per il resto del torneo.

Akira Nishino ha provato varie soluzioni per mettere in campo i suoi uomini. La quadratura del cerchio dovrebbe essere il 4-2-3-1 ma all'occorrenza è stato utilizzato anche il più solido 4-1-4-1

Davanti al portiere Kawashima ci sarà quindi sempre una linea a 4, che garantisce una copertura completa del campo e un buon numero di soluzioni difensive. Da sinistra a destra troviamo Nagatomo, Shoji ,Yoshida e Sakai. Sicuramente l'esterno mancino è il nome a noi più famigliare, visti i suoi sette anni in nerazzurro: Yuto è uno degli elementi di esperienza dei nipponici:

Davanti alla difesa ci sono Yamaguchi e Kagawa, che hanno vinto il ballottaggio con Inui. Entrambi non hanno comunque giocato troppo in coppia, e potrebbero essere il punto debole della formazione.

Dietro a Osako, attaccante del Werner Brema e unica punta della squadra del sol levante, agiranno Haraguchi, Endo e Honda, altra vecchia conoscenza del calcio meneghino, ma questa volta sponda Milan.

Come giocherà il Giappone?

Il Giappone, abbiamo ricordato sopra non sarà certo tra le protagoniste del mondiale, ma negli ultimi anni sono riusciti ad alzare il loro tasso tecnico.

Il punto forte dell'attacco sono i calci da fermo. Rimettendo in gioco la palla, magari in zone pericolose del campo i nipponici riescono ad alzare fino al 33% la loro possibilità di far male agli avversari.

Anche in difesa con lo stesso tipo di azione sono molto efficaci. Con la palla non in movimento solo stati concessi solo il 6.6% dei gol previsti degli avversari.

Se le punizioni dirette funzionano i cross su azione sono il punto dolente del Giappone, che non può contare sulla grande fisicità che caratterizza invece altre nazionali.

Nel reparto arretrato il cuore della difesa è la parte più vulnerabile, avendo concesso quasi la metà degli ingressi in area degli avversari

L'uomo da tenere d'occhio è Osako, che fin qui ha partecipato al 31,8% dei gol previsti totali della sua squadra.

Chi segnerà i gol nel Giappone?

Honda non è una delle 5 principali bocche da fuoco del Sol Levante, ma altri giocatori hanno dimostrato maggior attitudine al gol.

Osako è l'uomo più temibile di tutta la formazione. Con due gol su 12 occasioni (16.7% di conversione) è accreditato di 0.27 gol previsti ogni 90 minuti. Vero e proprio uomo d'area ha nelle sue corde anche la conclusione da lontano, che però non è la sua arma migliore.

Le altre medie della squadra sono molto basse. Kubo si presenta in Russia con 0.13 gol a partita (due reti su 7 occasioni) e non dovrebbe nemmeno partire titolare. Male anche Yoshida, che ha realizzato una sola rete dall'inizio del 2017.

Sono rimasti a secco di gol Saki e Haraguchi, che pur provando spesso la conclusione dal limite dell'area non è mai riuscito a marcare. Per loro l'aspettativa di gol previsti ogni 90 minuti è dello 0,08 e 0.06: davvero troppo poco.