Arabia Saudita, guida alla squadra per i Mondiali: i colpi di testa e Al Abed sono le principali minacce della cenerentola del Gruppo A

La favola Arabia Saudita, alla sua 5°partecipazione alla Coppa del Mondo, cercherà di ribaltare le solide gerarchie del gruppo A, che la vedono come probabile vittima sacrificale

La selezione allenata da Pizzi, ex tecnico del Cile che ha preso il posto dell'argentino Bauza, esordirà il 14 giugno nella partita inaugurale del Mondiale cercando di rovinare la festa dei padroni di casa della Russia.

Una settimana più tardi si troverà di fronte la favorita Uruguay, con poche possibilità di centrare l'impresa. Nell'ultima partita invece incontrerà i faraoni dell'Egitto, a cui potrebbe servire un largo successo per qualificarsi agli ottavi ma l'orgoglio degli asiatici potrebbe impedirlo.

Quale sarà la formazione dell'Arabia Saudita?

I dati esclusivi del nostro partner Stratabet ci danno qualche indizio su quale sarà la formazione della dell'Arabia Saudita nella sua prima uscita e anche per il resto del torneo.

La qualità si avvicina allo zero ma l'Arabia Saudita non intende fare una semplice gita nella fredda Russia. I convocati di Pizzi giocano tutti in patria a parte qualche eccezione che militano in Europa, entrambi nella Liga. Al-Shehri è un'esterno d'attacco che a gennaio è passato in prestito al Leganes, dove però non ha avuto grandi occasioni per mettersi in mostra mentre il classe '94 Al-Muwallad, che potrebbe partire dalla panchina, gioca invece con la maglia del Levante. Anche lui però ha collezionato pochi minuti nella sua prima esperienza all'estero, ma in nazionale ha segnato 10 reti in 42 presenze.

Il giocatore forse più rappresentativo è però il centravanti Al-Sahlawi, stella dell'Al-Nasr. Ha superato i trent'anni ma ha ancora una media realizzativa da paura: con la maglia verde ha messo a segno 28 gol in 38 apparizioni. Il capitano è il centrale difensivo O.Hawsawi che all'età di 34 anni sarà uno dei giocatori più anziani della competizione mentre l'esperto Al-Jassim (133 presenze), centrocampista dell'Al-Ahli Gedda, è il veterano di un gruppo che si conosce molto bene ma che farà dell'intensità e della corsa le uniche ragioni di vita. Anche perchè le armi a disposizione per provare il miracolo, sono davvero pochissime.

Come giocherà l'Arabia Saudita?

La squadra di Pizzi non crea tantissime occasioni, ma quando riesce ad attaccare la porta avversaria si rende pericolosa soprattutto con i colpi di testa. Gli arabi infatti costruiscono il 22,9% delle sue chance con le palle alte, la 3°squadra del Mondiale in questa speciale graduatoria. Il punto debole in attacco però sono i calci da fermo, soltanto il 5,8% degli xG totali sono sfruttati in questa maniera, anche per la mancanza di uno vero specialista.

La difesa però, almeno durante il primo tempo, concede soltanto il 41,7% delle opportunità avversarie che fanno fatica a trovare la via della rete. L'Arabia Saudita è la settima miglior squadra in questo contesto, dove il più delle volte riesce a mantenere la porta inviolata dopo i primi 45 minuti. Il problema maggiore arriva dalle fasce con i cross che portano al 38,1% dei gol concessi: una media altissima che vale il 29°posto in classifica.

Il giocatore più pericoloso della squadra è Al Abed, trequartista classe '90 che vanta 43 presenze e 8 reti con la maglia della nazionale. Nella sua carriera ha sempre giocato in patria nella stessa squadra: l'Al-Hilal dove è in rosa da 8 anni.

Chi segnerà i gol nell'Arabia Saudita?

Forse nessuno ma le speranze ruotano tutte intorno ad Al-Sahlawi, unico possibile vero pericolo per le difese avversarie. Il bomber della nazionale è stato grazie ai suoi centri, l'assoluto protagonista della storica qualificazione al Mondiale. Il gruppo asiatico è stato chiuso alle spalle del Giappone ma davanti ad Australia, Thailandia, Iraq ed Emirati Arabi Uniti: traguardo comunque da onorare nella complicata missione russa.

Per il resto, come mostra la grafica, la pericolisità offensiva dei figli del deserto mette paura a poche squadre. Le percentuali di realizzazione degli altri giocatori sono troppo basse per sperare di replicare il miracolo sportivo del 1994 negli Stati Uniti, quando raggiunsero gli ottavi di finale grazie all'incredibile cavalcata di Al Owairan che firmò il gol qualificazione contro il Beglio imitando la rete di Maradona.

Il consiglio del trader: Arabia Saudita

Essendo posizionata al numero 67 del ranking FIFA, l'Arabia Saudita considererebbe la qualificazione dai gironi come un successo, dato che andrebbe a pareggiare il miglior risultato di sempre in un Mondiale. Il maggior realizzatore Mohammed Al-Sahlawi è quotato 3.75, confidiamo in lui come capocannoniere della sua nazionale.